Indice di navigazione
ToggleCOS’È ?
L’ipertrofia della ghiandola della terza palpebra, comunemente chiamata occhio a ciliegia e in inglese Cherry Eye, è la più comune patologia oculistica nel bulldog. È una membrana formata internamente da cartilagine ed esternamente rivestita dalla congiuntiva dove alla base presenta una ghiandola (della terza palpebra o di Harder). Anatomicamente è situata nell’angolo nasale dell’occhio, tra palpebre e il globo oculare, e svolge un’azione di protezione della cornea.
SINTOMI E SEGNI
Alla vista si nota una specie di “ciliegina” nell’angolo interno dell’occhio. È riscontrata con frequenza specialmente nei cuccioli, ma può comparire (anche se di rado) nel cane adulto. Questa ghiandola è presente in tutti i cani. In alcune razze come il Bulldog Inglese, tende a uscire (prolassare) dalla sua sede naturale. Questa condizione può interessare un solo occhio del cane (unilaterale) o ambedue (bilaterale).
LE RAZZE A RISCHIO
Alcune razze sono maggiormente predisposte a sviluppare questa patologia, tra cui il Bulldog Inglese, Bulldog Francese, Beagle, Coker Spaniel, Cane Corso Italiano, Mastino Napoletano e altre razze brachicefale (i cani brachicefali sono quelli con muso corto e piatto).
CAUSE
Le cause possono essere molteplici. La ghiandola della terza palpebra generalmente tende a fuoriuscire dopo uno sforzo, durante i giochi, una corsa o tirando al guinzaglio durante una passeggiata . A volte, anche se raramente, rientra in sede durante il riposo.
COSA FARE
Se la ghiandola fuoriesce (prolasso della terza palpebra) è necessario riposizionarla. Puoi tentare un riposizionamento manuale. Esercita con il pollice una lieve pressione verso il basso sulla ghiandola per farla rientrare in sede, non avere paura di provocare dolore al cane, questa manovra è semplice e non reca dolore. Se questo procedimento ti spaventa chiedi aiuto al tuo medico veterinario. Associa una cura farmacologica con collirio antinfiammatorio. Se non si ottengono risultati, occorre procedere con il riposizionamento chirurgico. Questa condizione è spesso bilaterale, quindi ti consiglio di aspettare la fuoriuscita anche nel secondo occhio prima di procedere con l’intervento per evitare di operare il cane due volte. Il riposizionamento ormai è una pratica comune e preserva la funzionalità dell’occhio.
COSA NON FARE
In passato la ghiandola veniva asportata completamente. Si eseguiva un intervento senza anestesia e senza punti di sutura. Studi successivi hanno dimostrato che la ghiandola è in realtà responsabile della lacrimazione dell’occhio e asportandola porta all’insorgenza (con l’avanzare dell’età ) della cheratocongiuntivite secca portando come conseguenza la somministrazione per tutta la vita del cane di colliri che sostituiscano la mancata lacrimazione con scarsi risultati.
CONSIGLI
Ti consiglio di rivolgersi ad un veterinario oculista specializzato esperto su l’ipertrofia della ghiandola della terza palpebra. La riuscita dell’intervento dipende principalmente dall’abilità del chirurgo, la sua bravura eviterà casi recidivi. L’intervento è eseguito in anestesia totale ed il post operatorio è semplice e di facile ripresa. Purtroppo in questo tipo di patologia la selezione da parte di allevatori esperti ha scarsi risultati. Esiste una forte predisposizione di razza, collegata alla morfologia della testa tipica del bulldog inglese.
